
Il Cavaliere del Cuscino aveva reclamato ogni briciolo di speranza. Il paesaggio onirico, un tempo vibrante, si trasformò in un incubo: campi aridi, grano piangente; animali affamati, bambini abbandonati; focolari spenti, notti infinite di freddo... La città addormentata sprofondò in un silenzio profondo e assoluto come la morte.